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martedì 18 maggio 2010

Ogni giorno la vita

L’artista, e il poeta in modo particolare, capta la potenza del fluire della vita, cerca di penetrarne il mistero e trasmette nell’opera ciò che ha visto e sentito. Il risultato è quello di una splendida ‘deformazione’, arbitraria, se si vuole, di ciò che appare in natura, ma la sua vista acuta si sposta all’ieri, alle origini del tutto, al presente e al futuro, perpetuando l’atto creativo pur restando comune mortale tra i mortali.



Ogni artista persegue sulla propria via di creazione, per dare conto del modello originario, archetipo formativo dato in natura, ispirato alla massima libertà!

Ogni giorno la vita

che rapisce le cose

e la vela della memoria

gonfia di parole

lenta manovra i campi

dove il sole tramuta in oblio

i più teneri germogli attendono

anche la carezza della luna
….purché sia.


E’ tutta una questione di confini:
travalicare, metamorfizzare, rompere barriere, edificare ponti...




Qua la vita con la morte e noi, che non sappiamo vivere e ancor meno morire. Non sappiamo niente di niente del mistero che avvolge la vita. Pertanto, il poeta è assediato dall’immaginazione. Provvede a farsi mediatore del mondo nel mondo per esprimere l’inesprimibile. Dove può giungere la parola, quali le possibilità espressive affidateci per interpretare il mondo, per leggerlo nella verità, nell’immensità e nella straordinaria varietà di forme? L’immaginazione è una facoltà davvero entusiasmante, peculiarità dell’animale umano, che consente di travalicare ogni confine, o, almeno, offre l’illusione di poterlo fare.



Il tempo come un vecchio canuto, dalla barba fluente?

O forse come un cucciolo bigio scatenato,

che con le zampette sporche ci salta sul letto

appena nati, risvegliati?


(Cambiamento di immagine di Wislawa Szymborska)

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