LO SPIRITO VITALE DEL COSMO
mercoledì 9 dicembre ore 17.00
Sala Farinati - Biblioteca Civica
Verona
programma:
Anna Pacifico scrittrice e poetessa legge la sua raccolta di poesie
"Elegia delle stelle"
e la filosofia di Giordano Bruno;
Giuseppe Coghi, astrofilo dell'Osservatorio Astronomico del Monte Baldo
parlerà delle misurazioni delle distanze stellari extragalattiche
con proiezioni di immagini astronomiche;
COSMOCROMIE
opere pittoriche di Marzia Bedeschi
presentate da Laura Mignolli
nel mio universo
inesplorati soli
fanno una terra
Roma, 18 gennaio 2009
Stimolando la sensazione poetica dell’universo, sostiene Jean Pierre Luminet, astrofisico e poeta, presente alle manifestazioni tenutesi all’Auditorium di Roma per l’inaugurazione dell’Anno Internazionale dell’Astrofisica, si aprono varchi di pensiero che ci consentono di avvicinarsi a quel che trascende l’esperienza.
Elevare lo sguardo al cielo, di fatto, equivale a liberarsi dal ‘carcere della materia’ , dalla gabbia del mondo tecnomorfizzato che irretisce corpi e animi, sottrarsi al multiforme e perverso meccanismo dell’edonismo sfrenato e narcisistico che sfocia per lo più nell’egotismo, per cui…l’universo stesso e gli altri…divengono satelliti della tua soggettività oggettiva (Pessoa).
AMARE l’universo significa APPREZZARE il Tutto e la sua in finitudine, significa COMPRENDERE tutto l’essere nel suo manifestarsi in diversi modi, allo stesso modo che amare se stessi e gli altri. E non v’è amore che non trasformi. Cedere alla TRASFORMAZIONE significa essere pronti a indagare quanto di noi c’è nell’altro e quanto dell’altro in noi.
Cifra dell’abito scientifico è, infatti, non la separazione, ma la ricerca dell’unità, che non è “altro essere” bensì “altro modo d’essere”…
L’universo, che non può essere misurato né dimostrato, e neppure visto, può essere dunque compreso soltanto con la forza dell’immaginazione, come asseriva Giordano Bruno, per quell’Anima universale, da cui scaturiscono tutte le forme che sono immanenti alla materia, e che con essa costituisce un tutt’uno inscindibile…
Oltre il fuoco
Oltre la sostanza
i medesimi principi
Oltre la specie
Oltre l’incanto
le stelle si lasceranno penetrare
sarà solo una questione di coraggio
Oltre la sostanza
i medesimi principi
Oltre la specie
Oltre l’incanto
le stelle si lasceranno penetrare
sarà solo una questione di coraggio
Con ELEGIA DELLE STELLE desidero invitare i lettori a spingere lo sguardo oltre, a intrecciare un dialogo con la sfera celeste, per predisporci ad una visione più ampia e chiara del nostro vissuto, specialmente quando le difficoltà ci annebbiano la vista, quando certe conflittualità sembrano non trovare soluzioni, quando le diversità generano paure immotivate.
Esistono le nostre decisioni, le nostre scelte, la longevità, la salute e la malattia, la coscienza di me e la capacità di modificarmi. Tutto questo appartiene agli umani come agli astri. Anche le stelle nascono, crescono, si ammalano, si uniscono e si separano e muoiono, proprio come gli esseri umani. E’ sufficiente rifarsi all’etimologia della parola COSMO, dal greco ordine, ordinamento, bellezza, e a quella della parola UNIVERSO (sinonimo di cosmo ma derivante dal latino), unità e diversità, per capire che se l’universo è l’unità del diverso, l’unità del diverso è possibile perché già inscritta nel cosmo…
Se tutto un infinito
ha potuto raccogliersi in un corpo
come da un corpo
disprigionare non si può l’Immenso?
(Alda Merini da La presenza di Orfeo – 1953)
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