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lunedì 24 maggio 2010

Ho scelto la terra

Sarà a un passo dalla fine del sentiero
come il raggio che danzava sulle cime
spirali alte sotto colpi d'ala
un miracoloso aprirsi del pensiero
il petto fermo nel presente assente
l'attimo prima di riprendere il cammino
... avrei voluto non finisse mai

Ho scelto la terra, la vita, il cielo. Ho scelto la poesia, perchè tutto è reso visibile e comprensibile grazie al sole della poesia. La sua luce rende eterne le cose.

Ne caos apparente la poesia mette ordine. Nella civiltà cosiddetta virtuale, che comporta spesso una volgarità invasiva, in cui il rumore banalizzante dei media tende a ridurre il delicato equilibrio ‘a croce’ fra significato e significante della parola con la metallica e brutale piattezza di uno slogan o di uno spot, la parola può essere luce della realtà.
Luce e ancora luce…
una piccola zona del grande quadro
il suo Essere
segnalazione
equivoco illusione
ombra di verità
(da Elegia delle stelle)

Mi sono accorta che l’elemento terra è sempre presente nei miei versi, e con esso il cielo che l’avvolge, luogo di indagine e di contraddizione, di ascoltazione profonda delle radici dell’io.
Sono erede insoddisfatta e satura
Portatrice di sensi mendaci
Sono la madre e il padre
Sono la tenera vita calpestata e amata
Sono terra che essuda un torturato sogno
(da Quando s’apre il silenzio)




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