Il libro: fruizione del passato e germinazione del futuro…
Io dico ‘iniziamo dall’albero’ perché da esso traiamo la vita.
Di fatto l’iconografia dell’albero è la prima lettura visiva di tutte le espressioni artistiche, dal tempio di Salomone, ove colonne lignee sostenevano capitelli di bronzo a forma di giglio alti più di due metri, alle più moderne strutture lignee che gli architetti assemblano all’acciaio. Dall’albero e come alberi veniamo e siamo e per l’eternità questo simbolo vive in noi come cifra della sacralità e di tutto quanto c’è di più puro e autentico nell’essere di ciascuno. Fondamento, stabilità e fermezza, queste le caratteristiche degli arbusti, da robur, in latino quercia, simbolo della forza, e drus, per i Greci l’albero per eccellenza, l’archetipo di tutti gli alberi, il più sacro fra gli alberi. Così l’albero della vita, nelle sue numerose rappresentazioni grafiche, è l’albero della storia e insieme l’albero del cosmo… fruizione del passato e germinazione del futuro, e il frutto rappresenta la sintesi evidente di queste fasi temporali, racchiuse in un’unica determinazione.
La pianta, ‘forma aperta’, sebbene inglobata nell’area di cui fa parte senza potersi distinguere da essa, come è concesso agli umani, è completamente integrata nel proprio ambiente e la sua esistenza risulta dall’immediata interazione con la realtà, interazione che prevede un continuo cambiamento. Sino al momento della sua morte continua a crescere, ad allungarsi verso l’alto, poiché la sua caratteristica peculiare è rappresentata da un’eterna incompiutezza, che si realizza in un interrotto fluire che passa attraverso il ciclico divenire (vita-morte-vita) del regno vegetale. All’albero occorre necessariamente guardare per comprendere il principio costitutivo della nostra natura, il cui sviluppo è il risultato di una logica successione dei diversi livelli organici, il primo dei quali, per la sua natura vegetale, stabilisce la coesione interiore dei viventi, poi sulla capacità di rapporto con il mondo esterno e quindi sull’autonomia interiore del proprio sé.
La nostra prima forma è, dunque, una forma aperta, che necessita di un ambiente favorevole per il suo sviluppo, da cui assimilare gli elementi vitali per sopravvivere. Non è un caso che il grande scienziato, fondatore della psicologia analitica, Gustav Jung, abbia colto, di fatto, mediante una ricerca nella più disparata produzione alchimistica europea rinascimentale, indicazioni riguardanti il processo di crescita di coscienza espressi attraverso l’immagine dell’albero e l’evocazione delle sue qualità.

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