Una recente riflessione viene a scardinare, direi, l'intero approccio teoretico della riflessione filosofica femminile, è quella di Angela Giuffrida nel suo saggio La razionalità femminile unico antidoto alla guerra (ed. Bonaccorso). In questo saggio si dà cognizione di una ipotesi finora mai considerata, che trova fondamento in un discorso di tipo etico-epistemologico, che di fatto supera, per la documentazione scientifica che la sostiene, i modelli etici maschili tout court, di fatto ancorati a logiche dicotomiche proprie del secolo scorso, e risponde con coerenza logica alla domanda del perchè delle guerre e delle scelte irrazionali che continuano a prendersi gioco della vita in ogni sua forma. Razionalità morale e scientifica, categoria dell’universale e della differenza, dualismi gnoseologici di varia natura trovano nella mente femminile la loro intrinseca unità, per il semplice fatto che le donne sono perfettamente consapevoli di dover salvaguardare la vita che esse stesse generano. Le recenti scoperte condotte nel campo delle neuroscienze comprovano che la mente femminile è empatica e, di conseguenza, il pensiero concreto delle donne non tende a soddisfare solo imperativi immediati, ma necessità vitali che assicurano il futuro della specie, e solo la concretezza della loro esperienza è in grado di generare pensiero veramente astratto (La razionalità femminile, p.233).
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