lunedì 13 febbraio 2012

Angela Giuffrida per ragionedonna


Il titolo di questo blog è particolarmente pregnante perché mette in bella evidenza l’unica risposta efficace alla crisi, ormai irreversibile, del sistema di pensiero dominante. Perché tale crisi non approdi ad un punto di non ritorno, travolgendo l’intera specie, nel mondo deve operare una ragione comprensiva in grado di capire e quindi di contenere  la vita nelle sue infinite, varie e variabili manifestazioni. Sono le donne, ormai si sa, ad aver sviluppato una ragione siffatta grazie alle esperienze riproduttive e di cura, di cui gli uomini ignorano l’alto valore cognitivo perché, semplicemente, non riconoscono nel corpo vivente la fonte di ogni possibile conoscenza. Lo considerano anzi, a causa dell’affettività che lo caratterizza, un ostacolo al pieno dispiegarsi delle più alte qualità umane che una ragione scorporata svilupperebbe magicamente, in piena autonomia, non si sa come né perché.

La mente è, invece, un’emergenza dell’organismo biologico capace di trasformare l’esperienza in conoscenza proprio perché senziente. Lungi dall’essere un fastidioso residuo animale da superare, l’affettività è ciò che ci rende esseri pensanti. Ma perché il pensiero si sviluppi in direzione di una razionalità funzionale alla vita, l’unica degna di chiamarsi tale, è necessario che sia nutrito da esperienze idonee a produrre, in uno allo sviluppo di adeguate conoscenze sui viventi, l’evoluzione dell’affettività. Esercitandosi in una dimensione che misconosce le concrete radici vitali, il pensiero maschile si è precluso uno sbocco  autenticamente razionale. Non è un caso che il carattere distintivo delle comunità androcentriche sia proprio una diffusa e pervasiva irrazionalità. Dove essa conduca la specie non è cosa difficile da capire se si conviene che la capacità di pensare correttamente, attraverso un costante confronto con la realtà, è ciò che permette a tutti i viventi di sopravvivere. D’altronde alla fine di un percorso che deprezza e dimentica la vita non può che esserci l’annullamento della vita stessa.

La malattia mortale dell’uomo, quella che gli fa cogliere la vita solo attraverso la sua riduzione ad idea e legittima i tentativi di far rientrare il reale nel collo di bottiglia delle sue rigide categorie, potrà essere superata quando egli capirà il valore della propria natura corporea. La ragione femminile può riuscire nell’intento riportando al centro della riflessione e dell’agire della specie l’organismo vivente, l’unico autentico miracolo che ci è dato di esperire e conoscere.

A. Giuffrida è autrice di:
Il corpo pensa, Prospettiva ed.
La razionalità femminile unico antidoto alla guerra - Bonaccorso ed.

Nessun commento:

Posta un commento